Tendenza Macro Mercati

Investire in azioni Intesa San Paolo

10 November, 2020

Macro

Gli indicatori suggeriscono che l'economia ha iniziato a riprendersi dal minimo di produzione inflitto dalla pandemia COVID-19 non appena le misure di contenimento hanno iniziato ad allentarsi a maggio. In assenza di una seconda ondata di infezioni, l'attività economica avrebbe dovuto riprendersi nel terzo trimestre di quest'anno, aiutata da un sostanziale sostegno politico. Mentre è probabile che la produzione industriale acceleri deceleri meno rapidamente, il turismo e molti altri servizi legati ai consumatori dovrebbero riprendersi molto più gradualmente, frenando così la ripresa della domanda.

Le perdite di produzione nei primi due trimestri dovrebbero essere maggiori di quanto ipotizzato in primavera, con una previsione del PIL reale che sarebbe dovuta diminuire dell'11¼% quest'anno.

Ancora prima delle nuove chiusure, non si prevedeva che il PIL reale sarebbe tornato al livello del 2019 entro la fine del 2021.

 Le previsioni restano molto negative quest'anno, data l'elevata incertezza della domanda e la necessità delle imprese di sostenere la liquidità, anche se le garanzie sui prestiti, le dilazioni di pagamento delle imposte e i crediti d'imposta potrebbero fornire un supporto.

La spesa in conto capitale dovrebbe prendere piede nel 2021, sostenuta dagli investimenti pubblici. Le economie dei partner commerciali dell'Italia sono destinate a contrarsi bruscamente nel 2020, implicando un calo sostanziale delle esportazioni, con il turismo tra i settori più in crisi.

Le prospettive di crescita rimangono soggette a rischi al ribasso. Un crollo prolungato del mercato del lavoro una volta scadute le misure di emergenza e un clima di fiducia negativo dei consumatori potrebbe frenare la ripresa attesa.

Intesa è una banca italiana focalizzata sul proprio mercato principale. Qualsiasi considerazione di investimento dovrebbe partire dalla convinzione che l'Italia non finirà come la Grecia. Abbiamo pochi dubbi che in tale scenario i detentori di azioni potrebbero perdere tutto. Siamo relativamente ottimisti sul fatto che questa circostanza estrema non si concretizzerà ma, come sempre, il corretto dimensionamento del portafoglio è di fondamentale importanza quando si tratta di gestire tali rischi.

E’ in questo contesto che si inserisce Intesa.

In effetti, intesa fornisce ancora buoni risultati (si è visto nel primo semestre) dove il business si è dimostrato resiliente con una forte posizione di capitale. Inoltre, la loro acquisizione di UBI con buone integrazioni di M&A dovrebbe posizionarli efficacemente nelle aree geografiche italiane. Nonostante il dividendo sospeso per motivi normativi, le preoccupazioni intorno al settore bancario con la minaccia di una grave recessione, Intesa rimane tra le banche italiane migliori.

I risultati del primo semestre sono positivi

La banca continua a fornire una buona redditività e qualità, con un solido Common Equity Ratio (CET) al 13,00%, ben al di sopra dei requisiti normativi anche considerando il pagamento del dividendo, in attesa dell'approvazione della BCE. Per quanto riguarda il la riserva di capitale, Intesa mantiene una solida posizione di liquidità, con sia il coefficiente di copertura della liquidità (LCR, liquidity coverage ratio) che il net stable funding ratio (NSFR) ben al di sopra del 100%. La direzione ha già previsto più di 800 milioni di euro di accantonamenti per gli impatti futuri della pandemia, ma la banca è stata ancora in grado di fornire la migliore performance dell'utile netto dalla crisi finanziaria del 2008.

Il cost-to-income ratio è una misura finanziaria chiave, particolarmente importante nella valutazione delle banche. Mostra i costi di un'azienda in relazione al suo reddito. Per ottenere il rapporto, dividere i costi operativi (costi amministrativi e fissi, come stipendi e spese immobiliari, ma non crediti inesigibili che sono stati cancellati) per reddito operativo.

 

(Fonte:Presentazione, ISP)

L'acquisizione di UBI è stata una buona mossa

Attualmente, Intesa San Paolo detiene quasi il 91% del capitale sociale totale di UBI Banca, superiore alla soglia del 66,67% del capitale sociale target, concedendo la possibilità di realizzare la fusione e di esercitare il controllo dell'assemblea generale di UBI. A livello operativo, la fusione sarà molto vantaggiosa per ISP. Prima di tutto, come possiamo vedere dall’immagine qui sotto, dopo la combinazione, la nuova banca raggiungerà una quota di mercato dominante nelle regioni italiane con il PIL più elevato, principalmente nella parte settentrionale della penisola.

(Fonte: Presentazione della fusione, ISP)

Intesa San Paolo ha dimostrato al mercato in più occasioni di essere riuscita ad abbassare il rapporto costi/utile operativo e di essere in grado di gestire e gestire i costi. D'altra parte, UBI Banca è ben nota per essere un'impresa relativamente inefficiente, conseguentemente ad una serie di fusioni di banche regionali poco efficienti a causa del management. Nel corso di tali fusioni, gli esuberi non sono stati eliminati, con un notevole accumulo dei costi del personale di gestione e degli immobili (che il mercato riconosce poco nel bilancio delle banche italiane). Dopo la fusione, il management di Intesa potrebbe essere in grado di realizzare sinergie sostanziali capitalizzando su questi esuberi eliminabili per un valore di quasi 700 milioni di euro, come dichiarato durante la conference call.

 

(Source: Merger Presentation, ISP)

Conclusione

Intesa non è solo una banca, ma un gruppo finanziario con gestioni patrimoniali ben gestite (Eurizon capital SGR) e divisioni assicurative. Intesa ha fatto leva sulla copertura nazionale delle sue filiali per perseguire attivamente opportunità di cross-selling e per Intesa restano le prospettive di monetizzare questa parte di attività vendendo una partecipazione in Eurizon a un partner strategico estero.

La combinazione con UBI è del tutto logica, in quanto consolida la posizione di ISP nei mercati chiave e crea l'opportunità di eliminare gli esuberi e semplificare il business. Tuttavia, come nel resto del settore bancario globale, è esposta allo stato dell'economia. Anche se gli accantonamenti potrebbero tenere conto di gran parte dell'impatto del COVID-19, a questo punto non è sicuro se saranno previsti o meno ulteriori danni ai bilanci bancari. Tuttavia, lo stato del bilancio dell'ISP è sufficientemente buono per un tale accadimento. Intesa ritiene infatti di poter riprendere le proprie politiche di allocazione del capitale nel 2021, una volta che l'accordo con UBI sarà ulteriormente in fase di integrazione. Si prevede che questo dividendo compenserà gli azionisti per il dividendo previsto per il 2020. Nel complesso, i risultati sono stati rassicuranti e coerenti con il profilo di ISP.

Preferiamo altri tipi di banche, che, oltre ad essere digitalizzate ed avere una posizione di monopolio, possono sfruttare la crescita del paese in cui operano. Probabilmente la inseriremo nel portafoglio dello ZoomProfit Club.